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Il segno immortale

Se la pelle di un corpo umano medio venisse distesa come una mappa, un foglio di pergamena, si allargherebbe su più di due metri quadrati.
L´uomo, sia che fosse isolato nella foresta Amazzonica, spazzato dai gelidi venti artici, o calmato dalle piogge al tramonto della Polinesia è diventato attraverso il genio di un´arte ispirata una mappa di cultura e mito, una geografia sacra dell´anima, il tutto espresso dalla semplicità di forme dipinte, scavate, tagliate, o incise sulla tela del corpo.
[Ancient Marks: The Sacred Origins of Tattoos and Body Marking - by Chris Rainier]


Le origini

Sebbene la parola "tatuaggio" sia piuttosto recente, il tatuaggio in se´ ha una storia ben più antica: cacciatori con il corpo tatuato compaiono già in dipinti rupestri del paleolitico superiore, e nelle Alpi italiane è stata ritrovata nel ghiaccio una mummia tatuata perfettamente conservata, vecchia di 5000 anni.

Testimonianze dell´uso dei tatuaggi ci vengono poi da ogni epoca e continente: Egizi, Aztechi, Celti, Sciti, tutti questi popoli ed altri ancora conoscevano l'´arte di tatuare il corpo ed attribuivano ad essa poteri particolari.



I motivi

Per la maggior parte, il tatuaggio interveniva nei riti di fertilità, come difesa dagli spiriti, e protezione dei nascituri (caratteristica ancora presente nei tatuaggi che le puerpere arabe si disegnano con l´hennè); a livello simbolico permetteva la comunicazione tra il corpo fisico ed il piano degli spiriti; soprattutto nei riti di iniziazione, venire tatuati significava guadagnarsi attraverso il dolore il passaggio all´età matura. I tatuaggi scandivano così la vita dei loro portatori, testimoniandone il coraggio, la forza e l´appartenenza ad un gruppo.


Metodi maggiori informazioni

In passato, venire tatuati richiedeva coraggio e resistenza, poichè in origine i tatuaggi venivano applicati raschiando la pelle o picchiettandola con un punteruolo colpito da un martelletto (da qui viene infatti la parola Tatau, in lingua Maori = battere).

Processi lenti che, nel caso del tatuaggio integrale Maori, richiedevano 5 interi giorni per essere portati a termine, circostanza che giustifica la festa con cui veniva accolto chi passava la prova...

Adesso invece le moderne macchinette da tatuaggio non lasciano che una sensazione di leggero fastidio temporanea, e di calore.

Il tatuaggio è stato sempre guardato con diffidenza se non addirittura proibito dalle autorità religiose in occidente, fino ai grandi viaggi di esplorazione, come quello nel Pacifico dal quale Cook ritornò con le descrizioni ammirate di quello che era destinato a diventare il tatuaggio come oggi lo conosciamo.


Un regalo

In un epoca in cui non si ha tempo per niente, fermarsi a farsi fare un tatuaggio è quasi un lusso, un piccolo regalo che facciamo a noi stessi.
Per questo è importante scegliere un tatuaggio che si adatti a noi, da "vivere" giorno per giorno.

Per un Maori, il tatuaggio racconta a chiunque la sua vita, è un biglietto da visita chiaro a tutti; allo stesso modo, un tatuaggio parla di noi agli altri, dice qualcosa del nostro io: è importante sceglierlo bene, per sentirlo sempre nostro.

I tatuaggi sono un modo per celebrare una trasformazione dello spirito: un tatuaggio in sintonia con il nostro modo di essere, che ci ha colpito particolarmente o ci ricorda qualcosa di importante, esalterà le nostre qualità, e non ci stancherà mai. Al contrario, il nostro spirito gli si plasmerà intorno.


Significati

Di seguito trovi alcuni dei significati che varie culture assegnano ad alcuni animali o figure simboliche.
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